CES2019 – Part 1

Ciao,

a breve inizieremo a condividere alcuni stimoli pratici e di insights che raccoglieremo nella nostra “navigazione” all’interno del CES 2019 (consumer electronic show, definito “global show of innovation”)

Come sempre prima di iniziare con immagini e foto sempre una “piccola” pillola concettuale per avere la bussola nei prossimi giorni:

1)     CES non significa “solo” gadget tecnologici (come viene interpretato nell’immaginario collettivo). Ci sono, è vero, (ed in parte la fiera serve anche a questo, mostrare i nuovi gadget tech) ma non saranno il nostro focus. Relativamente ai gadget ne troverete a centinaia illustrati bene sui giornali, riviste periodiche, media classici e digitali che a partire da oggi 06.01.19 riserveranno di novità il contesto mediatico.

2)     Come operatori e specialisti Retail vi chiediamo di osservare, diversamente, da un’altra prospettiva, le novità che troveremo. A noi non interessa vedere ultimo monopattino o spazzolino da denti con sensore (si se siamo buyer, ndr), ma comprendere cosa c’è dietro le innovazioni proposte, quale bisogno soddisfano (o cercano di soddisfare), se c’è un insight concreto o simbolico; quale value proposition è stata individuata (se c’è un valore, come è stato catturato e formalizzato; che valore desiderano offrire e recuperare da clienti per generare monetizzazione e scalabilità (se utile)) per arrivare fino alle implicazioni nel Retail (in ogni prodotto è possibile trovare impatti Retail: Marketing, Organizzazione, Hr, supply chain, Ambienti di lavoro etc)

3)     Sempre come operatori cerchiamo di demitizzare il mito “vedo, bello, copio e vendo o propongo in Italia”. Questo andava bene anni fa, ora molto meno. In un mondo complesso, dinamico, fluido quanto meno dobbiamo capire se quello che vediamo è un “boom and bust” (rapida crescita e altrettanto rapida decrescita), un “have a blast” (lot of fun, great time) oppure un “medium term” (percorso di digitalizzazione, trasformazione, innovazione)

4)     CES è anche una prima modalità pratica per iniziare a parlare di Retail Future Thinking© costruendosi quella che viene detta tecnicamente Future Literacy, (creating mental models for an emerging future) ovvero come non mai, oggi, è fondamentale imparare a ‘usare’ il futuro per intercettare i grandi trend del periodo e implementare le trasformazioni possibili. Questo richiede coraggio, visione e capacità di sperimentare nuovi percorsi organizzativi e formativi. Imparare a pensare al Futuro sviluppa un attitudine, una cultura che stimola all’innovazione e di come questa può entra nella nostra value chain. (reverse engineering)

5)     In questi casi è anche necessario iniziare a parlare di futuro, utilizzando la parola Futuro che tende a collocarci psicologicamente in un sistema di processi mentali che aiutano ad influenzare il “senso” e di conseguenza il “sense making” utile a farci capire facilmente il cambiamento da linearità a discontinuità.

Introduciamo un primo stimolo semplice all’innovazione, sicuramente noto a certuni, utile ad alcuni ed altri meno.

Ci riferiamo ai servizi di antropometria ed in particolar modo digitalizzata. Innanzitutto definiamo sinteticamente la parola Antropometria: http://www.treccani.it/enciclopedia/antropometria/

Ci sono più aziende che si sono attivate in tal senso, sono di estremo interesse (Italia e Giappone):

https://www.isizeyou.com

https://zozo.com

In estrema sintesi: la finalità è quella di rilevare le misure corporee, immagazzinarle digitalmente (con autorizzazione al trattamento dei dati GDPR); adottare la tecnica di “aggiornamento dei dati corporei” in modo semplice e funzionali, “frictionless” nell’esperienza verso utente finale. Innumerevoli attività legate al mondo abbigliamento, wellness, sport, salute etc

Per cogliere una possibile declinazione in logica Retail fisico allego alcune foto pratiche di come è stato interpretato e localizzato in alcune gallerie commerciali all’estero. In questo caso in USA, California, LosAngeles, Westfield.

A presto